Ciao, da dove vieni?

Questa foto è una delle poche che restano della mia infanzia. La maggior parte delle tante foto che il mio appassionato papà mi scattó quand’ ero piccina, andarono perse in un’alluvione quando avevo sei anni.

Credo che questa foto mi descriva piuttosto bene, una persona meditativa, curiosa e diretta…con un gusto speciale per i calzini strani!

La foto fu scattata durante le vacanze a Sottomarina, vicino a Venezia, di dove è originaria la mia mamma. Fin da bambina, sono stata abituata a sentir parlare diverse lingue: nella famiglia di mia madre si parlava Veneto, mentre mio padre parlava Piemontese e “Patuá” (una variazione alpina dell’occitano) con i suoi parenti. Tutto oltre all’Italiano, ovviamente, e al Francese: cominciai ad impararlo abbastanza presto, durante le frequenti gite in famiglia a Briançon, dall’altro lato delle Alpi…

Sono sempre stata curiosa di imparare le differenze tra i linguaggi, prima come un gioco di enigmi da risolvere, poi come un mezzo per comprendere meglio il cuore e la mente di certe persone meravigliose che ho incontrato lungo la mia strada, che venivano da differenti paesi e culture. Non mi fraintendere se a volte uso parole strane, magari non c’è una traduzione esatta in Italiano…o sará che dopo tanto tempo all’estero, a volte mi confondo!

Ogni persona è il risultato della sua storia, ed è quello che ci rende unici.

Quello che mi affascina è la scelta che abbiamo come esseri umani consapevoli: esserne solo il risultato, o rendersi schiavo del proprio passato.

E tu, cosa scegli?