Decalogo per il professionista che vuole espatriare a Barcellona

Vorresti vivere a Barcellona come un Expat di talento? Ti piacerebbe trasferirti in una città mediterranea all’avanguardia, con un buon clima e un’ottima qualità della vita, e sentirti realizzato professionalmente?

Condivido con te questi 10 punti chiave che ho appreso (non senza fatica) nei miei 10 anni da espatriata, in questa città che mi ha fatto innamorare fin dal primo momento, e che non smette mai di sorprendermi.

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1. Si dice Barcelona(Pronuncia). Non Barsa, né Barca. Al massimo, se vuoi accorciare, dí Barna. “Barsa” è il soprannome con cui i culés (tifosi) chiamano affettuosamente la loro squadra di calcio. “Barça” non è la città di Barcelona. Gli altri Aspiranti Expats a Barcellona ormai lo sanno!

 

 

 

bcn_10 2. Il catalán non è un dialetto, è una lingua ufficiale riconosciuta dallo stato Spagnolo come una delle 4 lingue ufficiali (insieme a basco, gallego e castigliano). Evita figuracce e discussioni scomode al riguardo, non portano da nessuna parte. A meno che tu sia disposto ad ascoltare quello che pensano a proposito dello stato spagnolo qui in Catalunya. Puoi studiare catalán gratis, lo sapevi?

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3. Barcellona non è l’Eldorado, qui non c’è nessuno che ti aspetta a braccia aperte per offrirti un lavoro qualunque. Sí, c’è un po’ più di movimento rispetto ad altre città italiane, ma non credere che sia libera da corruzione, nepotismo, amiguismos e “chanchullos”. I furbi e gli scandali ci sono anche qui, purtroppo. E anche la crisi ha picchiato duro, cosicché se non hai un profilo qualificato e le idee molto chiare su quel che hai da offrire al posto in cui ti presenti, il trattamento non sarà di certo preferenziale: sarai uno dei tanti che cercano di arrivare a fine mese, in una città tra le più care della Spagna (vedi al punto 5).

bcn_044. L’amministrazione della città ha le idee chiare sui settori in cui investire maggiormente per svilupparsi: Turismo e ristorazione, Nuove tecnologie e Mobile, Smart City, trasporti e imprenditoria sostenibile. Sul resto dei settori si investe meno o ci sono stati tagli consistenti dal 2008 in poi. Qui puoi consultare una lista dei progetti strategici per i prossimi anni.

 

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5. I costi minimi per vivere “dignitosamente” a Barcellona sono intorno ai 1100-1200€ per persona. Mi riferisco a un affitto (min.350€ per una stanza, o 500€ per un appartamento piccolo) le bollette, i viveri, i trasporti pubblici e un paio di volte al mese al cinema o teatro (8-20€) e al ristorante (medio-bassa gamma 10-30€)

 

bcn_016. I trasporti nella zona centro sono ottimi, sia metro che autobus, mentre l’auto in centro è più un ingombro che un vantaggio. I quartieri più vivibili e centrali sono l’Eixample (diviso in derecha e izquierda dal Paseo de Gracia), Gracia, Poble Nou, Poble Sec, Sants, Sant Antoni, Raval. I più turistici: Sagrada Familia, Barrio Gotico, Borne, Barceloneta. Quelli un po’più lontani dal centro ma comunque interessanti: Guinardó, Badal, Diagonal Mar, Sarriá, Horta, Sant Gervasi. Trovare casa è più semplice se hai un contratto di lavoro o lasci una buona caparra (fianza) e soprattutto è piú vantaggioso se riesci a trattare direttamente con il proprietario e non tramite agenzia.I principali siti per trovare casa per conto tuo o in condivisione: fotocasa, idealista, yaencontre, habitatgejove
bcn_037. Il NIE (número de identidad de extranjero) è un documento rilasciato in commissariato, che ti permette di accedere ai servizi pubblici e privati come per i cittadini spagnoli: sanità, biblioteche, banche, uffici di collocamento, educazione, amministrazione pubblica, etc. Se hai un lavoro in Spagna, non avrai difficoltà ad ottenere il NIE. Se cerchi un lavoro qualsiasi, non avere il NIE può essere usato come scusa dal datore di lavoro per assumere qualcun altro al tuo posto. Se l’azienda è seria e vuole veramente darti un lavoro regolare, in linea con il tuo profilo professionale, te lo scrive in un pre-contratto e ti aiuta ad ottenere il NIE senza problemi. Se hai intenzione di aprire un’attività in proprio a Barcellona, avrai bisogno del NIE, e per ottenerlo ti possono richiedere di dimostrare che hai il capitale necessario per il tuo progetto e i mezzi per sussistere per un certo periodo (assicurazione sanitaria e conto in banca ben fornito). + info

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8. Le aziende tendono ad assumere sempre meno personale fisso, e per farlo si rivolgono a ETT (Empresas de Trabajo Temporal) per lavori poco qualificati e subappalti con contratti a breve termine. Per profili qualificati si rivolgono ad agenzie di head hunters, consulenti e liberi professionisti (autónomos) che le risolvono problemi o forniscono progetti a termine più o meno lungo. Se hai le capacità e un buon CV, la strada più sicura per distinguerti dal “mucchio” di gente in cerca di lavoro è creare una proposta di valore da presentare alle aziende con cui vorresti collaborare, dove racconti dettagliatamente quale sarebbe la tua apportazione per loro.

9. Non basta avere un buon CV e mandarlo “a tappeto”. È un modello ormai obsoleto, che dimostra che non ti sei preso il disturbo di informarti sulle reali necessità dell’azienda alla quale ti presenti. Una buona lettera di motivazione è un passo imprescindibile, e quanto più personale ed autentica riesci a scriverla, più possibilità avrai di essere chiamato a lavorare per un’azienda. Se poi ti crei anche un personal brand solido e coerente nei social networks, partecipi attivamente nelle discussioni on-line e negli incontri off-line, avrai di certo una marcia in più, che ti posizionerà come esperto nel tuo settore. Scopri come possiamo lavorare alla creazione del tuo personal brand.

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10. Trova qualcuno che ti accompagni nel tuo percorso di cambiamento. Qualcuno capace di guidarti ed ascoltarti, facendoti le domande giuste e offrendoti le migliori risorse per tua nuova avventura. Se hai letto fino a qui e ti è sembrata utile quest’informazione, fai clic qui e scopri come posso aiutarti a dare un impulso alla tua vita da Expat Talent!

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