Domande frequenti di Aspiranti Expats a Barcellona

Rispondo qui alle domande più frequenti che ricevo dai membri del gruppo Aspiranti Expats a Barcellona,  formato da più di 400 persone che, come te, hanno in mente di lasciare la loro situazione in Italia, per costruire una nuova vita a Barcellona. Le risposte si basano sulla mia esperenza di 10 anni da expat in questa città, e dal mio lavoro come creative essential coach, rivolto ad aiutarti a creare una vita in linea con il tuo talento, ovunque nel mondo ed in particolare in questa città che amo.

1. Che tipi di lavoro sono i più richiesti a Barcellona?

Barcellona è una grande città, formata da una grande varietà di persone. Storicamente, il settore su cui la città investe di più è quello del turismo, nelle sue molte sfaccettature, affiancato negli ultimi anni da quello delle nuove tecnologie e delle Smart Cities. Vi sono però anche altri settori, in cui si possono trovare opportunità, come si legge ad esempio sul sito di Acciò (Agenzia Catalana per la Competitività Aziendale).

A parte la situazione e le necessità del mercato, la domanda che ti faccio a questo punto è: che tipo di lavoro senti che ti è più grato svolgere? in che cosa sei bravo?

2. Qual è lo stipendio medio necessario per vivere bene a Barcellona?

Come dice il famoso proverbio “Barcelona és bona si la bossa sona” (Se hai i soldi, Barcellona è un bel posto) si tratta di una delle città più care della Spagna in quanto a costo della vita. Per potersi permettere una vita da single in un mini-alloggio per conto proprio o in una stanza in un appartamento condiviso, il minimo indispensabile non sta al disotto dei 1000€. Gli affitti sono in aumento costante e gli stipendi in calo, dunque il lavoro da dipendente (con paghe mensili a partire dai 650€) è solo una delle possibilità da considerare. Fai un passo indietro e chiedi a te stesso: quanto mi costerebbe la mia vita ideale?

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3. Cerco un lavoro qualunque per pagarmi le spese, da dove comincio?

Segui il consiglio dell’Oracolo di Delfi: conosci te stesso. Dimenticati per un momento del tuo curriculum e del bisogno di trovare qualcuno disposto a darti uno stipendio mensile. Ricorda che la tua prima ricchezza è il tempo che hai a disposizione, perciò prima di venderlo in cambio di una busta paga a fine mese, pensa bene a quello che veramente potresti fare con quel tempo, come puoi rendere il mondo che ti circonda un posto migliore? Quali sono le attività che ami fare? Come ti riesce bene aiutare gli altri? La risposta a queste domande è un buon punto di partenza, uno spunto per cominciare a cercare un lavoro che non è “qualunque” ma è in linea con la tua ragione di vita, o Ikigai. I vantaggi a lungo termine saranno gratificanti.

4. Cerco casa: su che siti posso trovare le offerte migliori?

Trovare casa è più semplice se hai un contratto di lavoro o lasci una buona caparra (fianza), e soprattutto è piú vantaggioso se riesci a trattare direttamente con il proprietario, anziché tramite agenzia. I principali siti per trovare casa per conto tuo o in condivisione: fotocasa, idealista, yaencontre, habitatgejove. Tieni sempre presenti i tuoi diritti al momento di affittare regolarmente un appartamento: il settore in città è molto variegato e non mancano i “furbi”. Qui puoi trovare un po’ di consigli utili.

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5. È obbligatorio sapere lo spagnolo/ il catalano per lavorare a Barcellona?

Non è un obbligo, ma è senza dubbio un grosso vantaggio, ed è indispensabile per comprendere le reali condizioni dei contratti (bancari, di affitto, di lavoro ecc.), e per capirsi al meglio con la maggior parte della popolazione che vive qui. Il Catalán è considerato lingua ufficiale in Catalunya, insieme al Castellano (Spagnolo), ed è richiesto un certificato di livello per la maggior parte degli impieghi pubblici, anche per chi è nato in Catalunya. Ci sono persone che vengono a vivere a Barcellona e dopo anni non parlano quasi per niente spagnolo né catalán, ma sono pochi e non si puó dire che siano molto integrati nel contesto locale. La questione della lingua catalana è delicata perché, soprattutto negli ultimi anni, è una delle vie preferite per entrare nel discorso politico dell’indipendenza, ed è utile sapere che durante la dittatura franchista era proibito non solo l’insegnamento del catalano nelle scuole, ma persino parlarlo in luoghi pubblici. Questo ha lasciato un’impronta culturale profonda nella popolazione, e una sensibilità notevole a certi commenti del tipo “il catalano è un dialetto” o “a che serve il catalano se so parlare spagnolo?”. Da tenere presente. La Generalitat offre corsi gratuiti di Catalán.

6. In Italia non trovo lavoro: in Spagna ho migliori possibilità?

La domanda è un po’ generica, bisognerebbe sapere quali sono le tue strategie per cercare lavoro. Da sapere: Barcellona non è un Eldorado, la crisi si sente anche qui, non poco. Le possibilità di trovare lavoro ci sono, ma per la maggior parte sono “lavoretti” a basso stipendio, poca specializzazione e con alto livello di esigenza e di stress: di conseguenza con un turnover molto frequente. Se vuoi venire a Barcellona per fare un’esperienza all’estero senza speciali qualifiche, puoi provarci, ma devi armarti di molta pazienza e considerare che passare 8 o 10 ore facendo un lavoro di cui non ti importa nulla, per guadagnare 4 soldi e pagarti le bollette, a lungo termine è logorante, e un anno o due dopo sarai al punto di prima. Se quello che cerchi è una possibilità per creare una vita affine ai tuoi valori, in linea con il tuo talento, Barcellona ha molte risorse a disposizione per menti imprenditoriali. Parti con una solida proposta di valore, lavora sul tuo atteggiamento imprenditoriale e sulla tua intelligenza emotiva, e mantieni il focus chiaro. L’Essential Coaching puó aiutarti a definire il focus e a lavorare su questi punti.

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7. In Spagna c’è ancora la crisi o c’è già ripresa?

Quella che stiamo vivendo non è una crisi, ma piuttosto un cambiamento strutturale, dal quale la Spagna (e il mondo attuale) non tornerà mai più com’era prima. La situazione al giorno d’oggi è cosí diversa ed in rapido cambiamento, che quel che diamo per scontato oggi, domani si rimette in dicussione. Se stiamo ad aspettare risposte esterne ai nostri dubbi o dilemmi, possiamo armarci di pazienza, o diventare delle banderuole preda degli “esperti” di turno. Il mio percorso si basa sullo sviluppo dell’intuizione, sulla conoscenza dell’essere che siamo, al di lá delle paure della “crisi” di una società basata sull’ego. In Spagna “la situazione” è in rapido cambiamento, certamente instabile: ho scelto di imparare a convivere con quest’incertezza, senza rassegnarmi, ma smettendo di litigarci o giudicarla come “buona o cattiva”. Crisi o cambio strutturale che sia, per me si tratta di vivere il momento presente, come opportunità per apprendere e crescere interiormente il più possibile. Qual è la tua opportunità?

8. Ho due lauree e un master, parlo tre lingue e non trovo lavoro in Italia: mi dicono che sono overqualified. C’è lavoro per me a Barcellona?

Il non trovare lavoro è una situazione frequente oggi, che si può interpretare in molti modi diversi. Il fatto che ci sia lavoro all’estero, è indipendente dal fatto che TU trovi lavoro qui o là. La scusa dell'”overqualified” è conosciuta e spesso usata anche qui, insieme a quella del “non hai il NIE” o alle domande indiscrete dei recruiter sulla tua situazione sentimentale. Nella situazione attuale, lo “sbocco professionale” non è garantito per nessun master o alta qualifica. Il tema centrale è sempre lo stesso: lavora sui valori e il proposito che ti hanno spinto a raggiungere il tuo livello di preparazione, e formula la tua proposta di valore in base a questo proposito. Ogni azione che ti proponi, piccola o grande, che sia orientata in questa direzione.

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9. Voglio partire dall’Italia e ricominciare la mia vita da zero a Barcellona: come faccio?

Tieni presente che non parti mai “da zero”, ma dalla serie di esperienze ed apprendimenti, che fin da piccolo hanno creato il filtro attraverso il quale interpreti la realtà. Quanto più sei consapevole di questo filtro, o Ego, più sarai libero di scegliere: se lasciarti condizionare e continuare con le stesse dinamiche che ti succedevano in Italia, oppure di osservare ie dinamiche e provare strategie diverse, che daranno spazio ad esperienze differenti e costruttive in un posto nuovo. Conoscere e trascendere il tuo ego è l’unico modo per “ricominciare” davvero e vivere una vita più piena e soddisfacente. Scopri come.

10. Ho fatto il CV e lo sto mandando a tappeto a un sacco di aziende, ma nessuna mi risponde. È utile iscriversi a delle agenzie interinali?

Questa è una domanda da “vecchio paradigma”. Ti rimando a questo articolo de El País in cui si spiega quest’idea. Il CV è una presentazione generica, e se si manda a tappeto senza definire un focus chiaro, sempre meno aziende lo prenderanno in considerazione, salvo che si tratti di impieghi di scarsa qualità. Le agenzie interinali servono a metterti in contatto con più aziende, quindi statisticamente le possibilità aumentano, ma senza una proposta di valore chiara, i risultati saranno gli stessi.

Una riflessione per chiudere: a scuola ci hanno insegnato a vivere in funzione del curriculum. Come sarebbe la tua vita, se invece vivessi in funzione del tuo elogio?

Se stai pensando seriamente di trasferirti a Barcellona e vuoi che sia per te un’esperienza di valore, è a tua disposizione il programma 3-2-1-Expats.

Scrivi qui sotto il tuo dubbio più grande che ti frena dal cambiare vita e trasferirti a Barcellona. Saró felice di aiutarti a risolverlo.

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