Tre segreti per una vita più consapevole

La settimana scorsa ti ho proposto un esercizio su come vorresti che fosse la tua vita ideale. Com’è andata? Hai definito con precisione lo scenario?

Oggi ti voglio svelare tre segreti che mi aiutano ad avere una “vita reale” il più vicina possibile a quella che ho visualizzato. Spero ti possano servire di aiuto nel tuo proposito.

  • Ricercare nel subconscio

In questi anni ho imparato che il subconscio è quello che determina i risultati che otteniamo nella nostra vita. Se non riesci in qualcosa, nonostante vari tentativi e le migliori intenzioni, è molto probabile che sia il tuo subconscio a sabotarti, con convinzioni negative e manipolazioni, senza che tu te ne accorga. Queste due strategie mi sono servite finora per fare un po’ di chiarezza su questo tema.

a. Ogni mattina, prima di alzarmi, scrivo su un quadernetto tutto ciò che mi passa per la testa, per 4 o 5 minuti. Senza giudicare se siano pensieri positivi o negativi, li osservo soltanto. Frammenti di sogni, penseri di ció che devo fare durante il giorno, ricordi, frasi più o meno confuse. Fa lo stesso, scrivo tutto. Dopo una settimana, rileggo tutto quanto.

b. Osservo le persone della mia famiglia, i discorsi che fanno e le loro convinzioni. Osservo come ciò che dicono mi influenza o mi infastidisce. Tutti i temi sono validi: felicità, relazioni di coppia, amicizie, soldi, vita…tutti i discorsi si fondano su delle convinzioni, che in un momento o l’altro della mia vita ho preso per buone. Scrivo tutte queste convinzioni su un foglio, e a fianco di ognuna, scrivo una frase positiva, in prima persona e al presente, che la sostituisce. Per esempio, se una convinzione che ho scritto dice “La felicità è impossibile da raggiungere”, ci faccio una riga sopra, e a fianco scrivo: “Ogni giorno sono più felice”. A partire dalla 7ª frase inizio a sentirmi meglio.

  • Apprendere a liberare le emozioni

Sto imparando a darmi il permesso di sentire le emozioni. Senza analizzarle, senza reprimerle, né esteriorizzarle (esteriorizzare la rabbia, per esempio, è il modo migliore per rovinare le relazioni interpersonali). Come fare allora? Semplicemente, mi dò il permesso di sentire. Senza giudicare, né criticare, senza entrare in lotta con le mie emozioni. Sento l’emozione quando nasce, inspiro con lei, la lascio libera di uscire, insieme all’aria che espiro.

Un rituale liberatorio che mi è servito per questo: penso a una persona che mi ha fatto sentire male, che mi piacerebbe che fosse diversa, che non sopporto così com’è. Scrivo tutto quello che mi viene in mente, pensando a quella persona. Scrivo tutto quello che sento per lei, quello che le direi e che non oserei mai dirle, insulti, frasi taglienti, aggettivi, eccetera. Finito? Ora non rileggo più quel foglio. Lo faccio a pezzettini. Se ho un caminetto a portata di mano, lo uso per bruciarlo. Lo faccio sparire dalla mia vita.

  • Cambio di prospettiva

Dove sto dirigendo la mia mente? Dicono che quello a cui presto attenzione è quello che attirerò. Allora preferisco orientare l'”occhio di bue” su quello che c’è di buono nella mia vita, quello di cui sono felice. L’abbondanza è ovunque, mi esercito a notarla, ad apprezzarla. Vivendo in una grande città, cerco di passare tempo in contatto con la natura, poso il mio sguardo sulla fioritura primaverile, sulla moltitudine di persone che mi circondano: ognuna è unica, e ha una storia diversa da raccontare. Mi siedo in un parco, osservo i fili d’erba, le foglie di un albero, la varietà di specie animali che mi circondano. Ricordo questa frase da uno dei miei libri preferiti.

“Dentro un raggio di sole che entra dalla finestra, talvolta vediamo la vita nell’aria. E la chiamiamo polvere” (S.Benni).

Naturalmente, può darsi che tutti questi “segreti” tu li sappia già, li abbia letti su qualche libro o articolo di rivista, e li abbia già praticati per un po’ di tempo, per dei periodi più o meno lunghi. Poi sono andate nel dimenticatoio…

Che cos’è successo?

Quando succede a me (perché mi succede, eccome!), la mia conclusione è: ecco che il mio ego ha ripreso il sopravvento. È tornato al comando. È di nuovo ora di centrarsi.

Se vuoi togliere un po’ di “prepotenza” al tuo ego, il primo passo da fare è apprendere a riconoscerlo. Contattami per saperne di più.

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